Valpolicella Classico DOC - Brigaldara

Torna alla lista dei vini assaggiati

Valpolicella Classico DOC - Brigaldara


<P>Questa settimana I Segreti di Bacco ha assaggiato per voi il Valpolicella Classico dell’azienda Brigaldara.</P> <P><BR>L’azienda sorge a San Floriano, in provincia di Verona, in un luogo appartato e meraviglioso. La villa e i rustici che compongono questo gioiello del veronese hanno una storia centenaria e, con il passare dei secoli, i vigneti sono stati ampliati con l’acquisizione di terreni nei paesi di Marano, Fumane e Grezzana.</P> <P><BR>Il vino che vi presentiamo oggi nasce da accurate selezioni di uve Corvina (40%), Corvinone (20%), Rondinella, Molinara e Sangiovese (40%) allevate in vitigni che si estendono su una superficie di circa 7 ettari posti ad un’altitudine compresa tra 150 e 200 metri slm. I vitigni accolgono poco più di 4.000 ceppi, nel pieno rispetto della filosofia aziendale: ricercare la qualità ad ogni costo, riducendo anche le rese di ogni impianto per permettere alle uve di esprimersi al meglio e di crescere sane e rigogliose. </P> <P><BR>Le uve vengono raccolte ancora manualmente, selezionando in vigna i grappoli migliori, e vengono portate nelle cantine ricavate nei rustici adiacenti alla villa padronale. Qui i grappoli vengono precedentemente diraspati per evitare l’estrazione di tannini verdi ed aggressivi e vengono, quindi, pigiati in modo soffice e lento. Il mosto così ottenuto viene passato in vasche d’acciaio dove può iniziare la fermentazione a contatto con le bucce per una perfetta estrazione di colore, aromi e tannino, per poi proseguire con la maturazione sempre in acciaio per circa 6 mesi.</P> <P><BR>Una volta terminato il processo di vinificazione, il risultato è sicuramente notevole, nel pieno rispetto delle aspettative: il Valpolicella Classico si presenta, infatti, di colore rosso rubino limpido e abbastanza consistente. Al naso è intenso, fine, vinoso e sprigiona un caratteristico aroma di ciliegia amarena, mentre in bocca è secco, caldo, abbastanza tannico, fresco, sapido e di un bel corpo non invadente, armonico ed equilibrato, con un finale di mandorla amara.<BR>Il Valpolicella Brigaldara trova svariati abbinamenti: dai salumi e prodotti di norcineria locale (lardo, pancetta), ai primi piatti di pasta, riso e risotti e soprattutto minestre (tagliatelle con i fegatini) e zuppe di verdure (in particolare la pasta e fagioli), le trippe in brodo e alla parmigiana, fino ai secondi piatti a base di carni bianche e quelli della cucina tradizionale come il bollito e il fegato alla veneziana. </P> <P><BR>Anche alcuni piatti di pesce trovano nella sapidità, freschezza e non eccessiva struttura del Valpolicella l’abbinamento ideale: bigoli e sardele (spaghetti con le sarde sotto sale), arringa con la polenta, luccio in salsa, baccalà, ma anche tutte le zuppe di pesce del mediterraneo.<BR></P>